di Mario De Micheli

 

 

Figure, fiori, città: immagini vive e innocenti, candide e fragranti: ecco come mi appare Evi Guida al primo sguardo.

 

Le sue fantasie appaiono ricche di suggestioni, fragili ma ispirate. C'è nel suo sguardo qualcosa che attinge dolcezza e malinconia da una visione interiore, confrontata da un'intimità preziosa di intuizione e allusioni. La sua è una pittura che non ricorre all'enfasi, è una pittura raccolta, ispirata sommessamente. Ciò che esprime si riferisce ogni volta a quanto le suggeriscono i problemi intimi della sua vita. Sogno, visione, paesaggio spirituale sono i termini che, nell'insieme delle sue opere, dominano le sue apparizioni. Nei suoi quadri il tono intimo è costante. Le sue città, i suoi fiori e le sue figure hanno sempre un accento dimesso, direi persino familiare e tuttavia misterioso. Gli interrogativi restano sospesi intorno come ineluttabili domande. Ma chi è veramente questo "personaggio" che si dichiara con estrema evidenza solo nelle sue opere?

 

Mantova, fra le città che predilige, e Roma, Venezia, ogni altro luogo che ha visitato, le hanno lasciato tracce profonde e ben visibile. Eppure, si direbbe che la sua patria è altrove: è una patria invisibile, che lei sospira e brama, ma che nessuno, neppure lei sa dove sia. Come dice San Paulo: "Non habemus hic manentem civitatem". Questa è la sua vicenda che bisogna interpretare nell'incanto dispiegato della sua impresa di tanti simboli e allegorie. Nulla vi è offerto senza ragione. E' opportuno "leggere" le immagini, decifrarle, interpretarle. ma, una volta entrati nel loro ambito, ogni cosa diventerà agevole e senza difficoltà. Ci si renderà conto, allora, dell'evidenza di ogni sua immagine, ma è pure necessario interrogarle in maniera diretta: è questo, appunto, il modo migliore di chiederle le ragioni di tante "ambiguità". Le immagini parlano: è estremamente semplice "suscitarle", chiedere di spiegarsi: sono di natura lirica, profondamente poetica. Evi Guida, nella sua evidenza sentimentale, affronta i temi in maniera sottintesa e vaga, profondamente allusiva. Ma ciò che resta esplicito sono le sue immagini, nutrite di una sicura immaginazione e di una patetica verità.